"P.N.M" - Gianni Arde

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Tags   #arde  #gianniarde  #serigrafia 

Tecnica mista su carta
Dimensioni: cm 50 x 70
Anno: 1973
Tiratura : 25 esemplari
Biografia:
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Gianni Arde nasce a Seregno, a pochi chilometri da Milano (Arde è la riduzione d’arte del cognome anagrafico Ardemagni).

Il suo interesse per l’arte inizia negli anni cinquanta. Da allora la sua attività si svilupperà nel campo della pittura, della scultura, dell’incisione, della grafica e della fotografia.

Giovanissimo apprende le prime nozioni artistiche nella bottega del padre, artigiano del marmo. Qui ha l’occasione di conoscere lo scultore Giacomo Manzù da cui riceverà ispirazione per intraprendere i suoi studi artistici che in seguito effettuerà alle Accademie Cimabue e Brera. Le frequentazioni di A. Carpi e C. Carrà, S. Monfrini costelleranno la sua formazione artistica. Sempre da giovane lavora come scultore a Monza e successivamente a Massa Carrara, in Versilia, avvicinando e lavorando come assistente di artisti di fama internazionale. La familiarità con il marmo assurge questo elemento a materia d’elezione per la sua espressione scultorea. Sin dagli esordi giovanili intraprende professionalmente, con sguardo comparato, un’attenta ricerca espressiva sia nella pittura sia nella fotografia così come nella grafica e nell’incisione.

L’incontro nel 1959 con Mario Radice (Como, 1898-1987) è fondamentale. L’artista comasco, capostipite dell’astrattismo geometrico italiano, lo seguirà nelle sue prime esperienze sulla pittura astratta.

Negli anni ’60, all’interno di un vasto panorama artistico, Arde si distingue per la sua capacità di interpretare sulla tela colori e forme inedite attraverso la conquista di una luce che parte dal cuore dell’opera e si rappresenta in una nuova figurazione che va oltre il neo-naturalismo.

Nel 1961 inizia ad esporre, partecipando su invito a molte rassegne in Italia e all’estero. Fra i numerosi premi, quello più prestigioso è senza dubbio il “Primo premio per la Giovane Pittura Italiana” premio San Fedele a Milano, nel 1964Tra coloro che gli hanno assegnato questo importante riconoscimento figurano esponenti di spicco come: Achille Funi, Bruno Cassinari, Carlo Munari, Giorgio Kaisserlian, Ennio Morlotti, Giuseppe Panza di Biumo. Collaterale al premio di pittura, il San Fedele cinematografico tocca, in quell’anno, al regista Comencini con il film “La ragazza di Bube“. Serata d’ onore con PierPaolo Pasolini per il film “Il Vangelo secondo Matteo”.

Del 1963 è la sua prima vera mostra personale presso la Galleria d’arte ‘La Caravella’ di Como con la presentazione di Mario Radice: “Il lato più interessante dei suoi quadri va probabilmente cercato in gradevoli accostamenti di colori vivaci e anche in certi violenti contrasti di accensioni ‘complementari'”.

L’assegnazione del Premio San Fedele attiva un interesse particolare per il suo lavoro tanto che, negli anni a seguire espone in numerose città d’Italia in importanti mostre personali: a Milano (1965), Bergamo, Lugano e Roma (1966), Locarno e Bergamo (1967), Monza e Busto Arsizio (1968), Como, Nuoro e Macerata (1969), San Remo (1970), Venezia, Napoli e Bolzano (1971).

In questo periodo (1966-1968), l’artista dedica molto tempo agli studi e ai viaggi attraverso l’Europa. Soggiorna in Svizzera per un periodo significativo, interessandosi particolarmente all’opera dei grandi maestri.

Nel Settembre del 1967 gli viene affidato l’incarico di eseguire un monumento civico dedicato ai ‘Mutilati e Invalidi sul Lavoro’ a Seregno: l’importante opera di scultura viene conclusa nel 1969.

Proprio sul finire del 1968 affianca al suo “neo-naturalismo” un nuovo “vedutismo” cui indirizza buona parte del proprio lavoro; l’evoluzione che ne consegue sfocia (1969) in una lunga serie di “Paesaggi mentali”.

E’ medaglia d’oro alla “Biennale del muro dipinto” di Dozza nel 1969. Da qui esegue alcuni affreschi in collezioni private.